UFO NEWS SICILIA
2000-2002:
Il riepilogo degli avvistamenti più interessanti riportati nella nostra regione e le altre attività di divulgazione e ricerca del CISU Sicilia
IL CISU SICILIA ALLA RADIO E IN TIVU’
Continuando nella nostra consueta attività divulgativa, la primavera del 2002 ci ha visti partecipare ad alcune trasmissioni radiofoniche e televisive prodotte da emittenti locali. Il 5 aprile, Antonio BLANCO è stato protagonista su Radio Studio 90 Italia di un’intervista fattagli dal direttore della testata Fabio FORMOSA, nel corso della quale ha risposto alle domande più frequenti che il pubblico si pone a proposito degli UFO ed ha ripercorso sommariamente i principali tratti caratteristici del fenomeno, della ricerca ufologica e gli avvistamenti più salienti della casistica siciliana.
Il 9 maggio è invece stato Pietro TORRE ad intervenire nella trasmissione televisiva "Messina Report" realizzata dalla giornalista Carmen DI PER per conto dell’emittente messinese Tele Cine Forum. Ospiti della trasmissione anche l’"ufologo" Orazio VALENTI (aderente storico del disciolto Centro Studi Fratellanza Cosmica del contattista catanese Eugenio Siragusa) ed il sacerdote padre Gaetano SAVOCA dell’Istituto Ignatianum di Messina, studioso di Sacre Scritture, che, oltre ad offrire il punto di vista della Chiesa sulla possibilità di vita intelligente su altri pianeti, dinanzi alle dichiarazioni fatte da Valenti (di essere anche lui un contattato e di aver visto da vicino le astronavi aliene) ha cautamente e sarcasticamente commentato di essere pronto a credere a tutto, purché in presenza di prove valide.
L’intervento di TORRE, nel corso del quale sono stati brevemente descritti alcuni casi del messinese più significativi, fra i quali il poco conosciuto caso fotografico D’Anna-Flora (1950ME009), ha riguardato le ricerche nel campo, le difficoltà a giungere a conclusioni certe e l’opportunità di studiare a fondo il fenomeno restando sempre con i piedi per terra, senza lasciarsi trascinare dalla fantasia.Di UFO si è occupata il 17 ottobre anche Radio Studio Centrale, nel corso del programma "Siciliani", condotto dalla giornalista Antonella INSABELLA. Alla trasmissione è intervenuto, in diretta telefonica, Salvatore FORESTA (CT) che ha succintamente - ma efficacemente - tracciato le principali linee d'azione del CISU (raccolta delle segnalazioni ufo, indagini, catalogazione e diffusione dei dati raccolti), soffermandosi in particolare sull'importanza di un approccio serio, obiettivo e distaccato verso il fenomeno ed invitando gli ascoltatori a diffidare da coloro che, spacciandosi per "esperti", strombazzano false verità e generano confusione.
Nel numero precedente del nostro bollettino ci eravamo lasciati presentando i principali avvistamenti riportati in Sicilia nel corso del 2000 e le prime segnalazioni ricevute nel 2001. Prima di procedere al riepilogo degli altri più interessanti testimoniati nel corso del biennio successivo, ci sembra utile cominciare a fare il punto della situazione, presentando le statistiche sulla nostra casistica regionale del nuovo millennio elaborate sulla base dell’integrazione tra i dati raccolti dal nostro collega Giorgio ABRAINI (CISU MI) ed aggiornati al mese di febbraio 2003 e quelli presenti nel nostro Catalogo degli Avvistamenti della Regione Sicilia (CARS).

ANNO 2000
Su un totale Italia di 350 casi (51 dei quali, pari al 14,57%, dovuti a flap) in Sicilia sono stati riportati 29 casi (8,28%) che hanno fatto piazzare la nostra regione al quarto posto ex-equo con il Piemonte dopo la Lombardia, l’Emilia Romagna ed il Lazio.
Per quanto riguarda la distribuzione per provincia, sono stati registrati 9 casi nel catanese, 8 nel messinese, 5 nel palermitano, 2 in provincia di Caltanissetta, Enna e Siracusa, 1 infine nel trapanese.
Di questi 29 avvistamenti, in 6 casi sono stati segnalati dischi diurni ed in 18 luci notturne, mentre per i restanti 5 è stato possibile identificare con certezza la natura convenzionale del fenomeno o dell’oggetto osservato.

ANNO 2001
Su un totale nazionale di 800 casi (all’interno dei quali spiccano le 113 segnalazioni della Toscana, ben 43 delle quali - pari al 38% - riconducibili alla fenomenologia localizzata a Sassalbo, e le 103 della Lombardia), in Sicilia sono stati registrati 38 avvistamenti (4,75%) che hanno fatto piazzare la nostra regione al nono posto dopo le già citate Toscana e Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Puglia, Piemonte e Marche.
Anche in questo caso, per quanto riguarda la distribuzione per provincia, è ancora quella di Messina a posizionarsi al primo posto con 11 segnalazioni, seguita da Catania con 10, Palermo con 8, Agrigento e Trapani con 4. Completa il quadro 1 caso localizzato in maniera imprecisa tra le province di Enna e Caltanissetta.
Anche in quest’anno il maggior numero di segnalazioni ha riguardato l’osservazione di luci notturne (28 casi pari al 65% contro il restante 35% di dischi diurni). ANNO 2002
Leggermente superiore al precedente infine il numero delle segnalazioni riportate in Sicilia nel corso del 2002, piazzatasi al settimo posto della graduatoria nazionale con 41 casi (5,5%) su un totale Italia di 745 avvistamenti (157 dei quali, pari al 21%, relativi a flap). Ancora una volta al primo posto la Lombardia (con 104 casi) seguita a brevissima distanza dall’Emilia Romagna (102) e poi, in ordine decrescente, dal Veneto, Toscana, Lazio e Piemonte.
Tra le province siciliane è sempre Messina che ha fatto registrare il maggior numero di segnalazioni (14), seguita questa volta da Palermo (10), Catania (8), Trapani (4), ed ex-equo con 1 solo avvistamento per ciascuna Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Siragusa. Completa il quadro 1 caso genericamente localizzato nella Sicilia orientale.
La distribuzione per tipologia vede sempre il netto prevalere delle luci notturne (26 casi pari al 63%), seguite a grande distanza dai dischi diurni (solo 5 casi pari al 7,73%). Completano il quadro 4 casi di incontri ravvicinati ma del tipo 0 (cioè quelli più distanti dal testimone e senza interazioni, neppure temporanee, da parte del fenomeno con l’ambiente), 5 paraufologici (3 dei quali identificati con la caduta dal cielo di ragnatele ed 1 con l’osservazione di un aereo) ed un ultimo caso di incerta classificazione tipologica.
Ironicamente possiamo dunque commentare che negli ultimi tempi i "marziani" si sono tenuti lontani dalla nostra regione, dove nel triennio 2000-2002 non è stato registrato alcun incontro ravvicinato del 3° tipo, mentre in Italia, nel medesimo periodo, sono stati testimoniati 5 casi nel corso del 2001 e 3 nel 2002.

DUE CONTROVERSI FILMATI
Ma veniamo al racconto dei casi più interessanti o almeno di quelli che hanno maggiormente fatto parlare di sé.
Fra questi spicca sicuramente sopra ogni altro quello (2001TP001) del presunto UFO che nel pomeriggio del 6 agosto 2001 sarebbe stato filmato nella frazione di Ummari (TP). Protagonista della ben nota vicenda portata alla ribalta da giornali e televisioni, una famiglia trapanese (padre, madre e figlio) che a sostegno della veridicità della propria osservazione ha offerto ai media una ripresa video di alcuni minuti ritraente un oggetto luminoso a tratti stazionario in cielo ed in altri momenti apparentemente intento a compiere bizzarre e rapide evoluzioni. In realtà non esiste prova che tali spostamenti non siano il risultato di movimenti, involontari o meno, compiuti dall'operatore, mentre appare evidente che a produrre le deformazioni della luce (sino a farla sembrare un classico disco volante) siano state le numerose zoommate effettuate con la videocamera. Se si aggiunge poi che, dopo un'iniziale disponibilità, i testimoni si sono rifiutati di concederci ufficialmente una copia del filmato (precedentemente invece concessa con generosità ad altri ufologi, sicuramente più inclini a supportarne il desiderio ed il convincimento di aver filmato le evoluzioni di una vera astronave aliena o quanto meno di un "vero" UFO), minacciandoci anche di pretestuose azioni legali qualora avessimo osato pubblicare i risultati (ovviamente negativi) delle analisi da noi effettuate su una copia prestataci da altri studiosi, diventa più che legittimo nutrire, se non dei sospetti, quanto meno dei dubbi sulla valenza ufologica del caso.
Soprattutto tenendo conto del fatto che attraverso il semplice uso di un computer (ricordiamo a tal proposito che la ripresa è stata prodotta con una videocamera digitale) siamo stati in grado di riprodurre un effetto luminoso del tutto analogo nell’aspetto e nei "movimenti" a quello visibile nel filmato di Ummari.
Pertanto, nella migliore delle ipotesi, volendo prestare fede alla buona fede dei testimoni, riteniamo che possa essersi trattato dell’osservazione di un pallone sonda illuminato dal sole, che l’involontario tremolio della videocamera e le frequenti zoommate hanno trasformato - agli occhi di chi questo voleva credere – in un disco volante.
Un altro controverso avvistamento accompagnato da un filmato amatoriale (di cui si sono subito impossessate alcune trasmissioni televisive nazionali sempre in cerca di facili scoop) è poi quello (2002AG001) riportato nel pomeriggio del 1° marzo 2002 da un giornalista pubblicista, il 27enne Davide Difazio, che, insieme a 3 suoi amici universitari (Vincenzo, 27 anni, Paolo, 28 anni, e Domenico, 21 anni), nota dalla strada "un punto biancastro" molto luminoso stagliarsi immobile sopra le colline di Canicattì (AG). Recatosi a casa a prendere la videocamera, Difazio riprese quindi l'oggetto dall'abitazione della casa di un amico, finchè il presunto UFO iniziò a muoversi molto lentamente e, attraversata una nuvola, scese di quota scomparendo dietro l'orizzonte.
Purtroppo anche in questo caso, a dispetto delle considerazioni fatte da alcuni componenti del CUN circa la presenza di luci pulsanti, sagome scure intorno e movimenti altalenanti (tutti fenomeni ancora una volta spiegabilissimi con i semplici movimenti dell'operatore e le varie zoommate effettuate), la luce ripresa appare come un pianeta particolarmente luminoso (probabilmente il solito Venere che alla data ed ora indicate era presente pochi gradi sopra l'orizzonte nella porzione di cielo interessata dal fenomeno), il cui normale moto nella volta celeste (lento, come testimoniato dalla lunghezza dell'osservazione, durante la quale il testimone ha avuto il tempo di recarsi a casa, prendere la videocamera e raggiungere l'abitazione di un altro amico per effettuare la ripresa) potrebbe averne determinato il tramonto all'orizzonte.

LA STAZIONE SPAZIALE ISS E ALTRI IFO
Nel campo degli IFO, è toccato alla stazione spaziale orbitante ISS rendersi protagonista di alcune segnalazioni nell’estate 2001. Tra gli avvistamenti riportati, ricordiamo in questa sede quello (caso 2001CT004) effettuato da due ragazze (Gabriella S. di 18 anni e F. C.), che la sera del 18 agosto 2001 osservano dalla spiaggia di Fondachello (CT) "qualcosa, che assomigliava per forma, luce e dimensione ad una stella. L'oggetto viaggiava nel cielo seguendo una rotta apparentemente orizzontale,con una velocità inferiore a quella che avrebbe avuto se si fosse trattato di una stella cadente." Il fenomeno durò complessivamente 30 secondi circa. Poi gradualmente l'oggetto perse la sua brillantezza dando l'impressione che si allontanasse dalla Terra. Il cielo era limpido e anche la visibilità. Le testimoni comunque scartarono la possibilità che si trattasse di una stella cadente perché, a differenza di queste, la luce avvistata non lasciava alcuna scia. Parimenti scartarono la possibilità che si trattasse di un aereo perché non videro "la spia di segnalazione".
Analogamente fece il signor R. Pugliesi (caso 2001CT001N) che la sera del 18 o 19 agosto 2001, nell'osservare da Acireale (CT) ad occhio nudo una luce che si dirigeva verso Nord-Est, pensò inizialmente ad un aereo, salvo poi ricredersi "perché la luce era fissa e non lampeggiante".
In realtà in entrambi i casi, come dimostrano i dati a disposizione, ad essere osservata fu la stazione spaziale ISS nel corso di una delle sue orbite intorno alla Terra che in quel periodo le condizioni meteorologiche favorevoli resero visibile anche da altre località siciliane, come per esempio da Milazzo (ME) sul cui zenit la sera del 30 luglio 2001 venne visto transitare da SW a NE circa, con velocità di poco superiore a quella di un aereo di linea, un oggetto simile per luminosità e colore al pianeta Giove (caso 2001ME001N).
A Giove è probabilmente da imputarsi anche il caso 20001ME006 avvenuto alle ore 02:00 del 26 agosto 2001. In quell’occasione, tre ragazzi che si trovavano sul lungomare di Gioiosa Marea (ME) notano in direzione delle Isole Eolie una strana luce all’orizzonte, di un colore che variava dall’azzurro al rosso. A detta dei testimoni il presunto oggetto luminoso effettuava evoluzioni "impossibili": scendeva rapidamente e poi cambiava direzione formando angoli di 30 e 45 gradi, in risalita diagonale e perpendicolare rispetto all’orizzonte, finchè sparì "come inghiottita". L'indagine effettuata dall'ufologo Pietro TORRE (ME) ha però indicato come probabile causa del fenomeno un effetto di rifrazione del luminoso pianeta Giove attraverso i gas di scarico delle raffinerie presenti in zona.

DISCHI DIURNI, TRIANGOLI VOLANTI E USO
E’ invece rimasta non identificata la "piccola sfera metallica" ferma in cielo ad un'altezza di circa 45° vista, sul far della sera di un giorno della fine dell’agosto 2001, dalla spiaggia Santo Saba di MESSINA dall'architetto Mario C. e dalla moglie (caso 2001ME005). L'oggetto, che appariva più grande degli aerei di linea che transitarono nel corso dell'osservazione e presentava il tipico riflesso argenteo di un corpo metallico, restò visibile per una ventina di minuti, finchè i testimoni ne abbandonarono l'osservazione per rientrare a casa, in parte demotivati dai commenti di altri amici presenti secondo i quali doveva trattarsi di un aereo. In realtà, l'ipotesi di un aereo non è compatibile con il fatto che l'oggetto rimase stazionante per ben 20 minuti. Più probabile la spiegazione di un pallone sonda.
Protagonista del caso 2002ME002 ancora una "sfera metallica", la cui velocità non ha però permesso al testimone (anonimo) di riprenderla con la videocamera che pure questi aveva prontamente estratto dallo zaino. Il fatto sarebbe avvenuto (il condizionale è d’obbligo poiché si tratta di una testimonianza, tratta dall’e-zine "La Rete", priva di qualsiasi indicazione sulla sua provenienza atta ad attivare una sia pur minima indagine) alle ore 19:00 del 16 agosto 2002 sulla spiaggia di località Canneto (Lipari, ME).
Sempre in tema di avvistamenti rimasti inspiegati, riferiamo due segnalazioni aventi per oggetto un presunto UFO di forma triangolare.
Nel primo caso (2002ME001), probabilmente avvenuto nel messinese (purtroppo la fonte CUN/GdM si dimostra ancora una volta superficiale e generica) la sera del 24 febbraio 2002, una signora che tornava a casa insieme ad un amico, aperto il cancello esterno del palazzo, scorgeva in cielo tre luci arancioni pulsanti che a prima vista sembravano ferme, ma che ad una più attenta osservazione apparivano spostarsi verso il basso. Le luci, che furono viste anche dall'amico della donna, disegnavano un oggetto solido, dalla forma triangolare, che si muoveva molto lentamente e che ad un certo momento sembrò fermarsi. Quindi il triangolo volante si abbassò lentamente verso l’incavo delle montagne, poi risalì ondeggiando (a "foglia morta") ed infine sparì dietro la montagna. L'osservazione durò dai 15 ai 20 minuti.
Nel secondo (caso 2002TP001), localizzato invece a TRAPANI la sera del 26 giugno 2002, una coppia di coniugi, Daniela C. e Salvatore B., intenti a guardare il cielo stellato, notavano "una stella che si muoveva in modo strano" ed incuriositi salivano sul terrazzo della loro abitazione con una macchina fotografica. Ad un tratto "quella luce che sembrava una stella" si diresse verso di loro "ad una velocità inverosimile e nel giro di pochi secondi" i due si ritrovarono sulla testa "un disco volante a forma di triangolo nero con tante luci colorate". L'oggetto, che "si muoveva in modo che niente di terrestre potrebbe muoversi in questo modo", non emetteva rumore o calore. "Noi" - continua il racconto dei testimoni – "terrorizzati abbiamo scattato una foto e siamo scappati. L'oggetto ci ha seguiti per un pezzo di strada. Noi non abbiamo fermato nessun passante per paura di essere derisi. Dopo, terrorizzati perchè l’oggetto era su di noi tornando a forma di stella, siamo corsi in questura dove hanno verbalizzato tutto e si sono tenuti la macchina fotografica".
Sull'interpretazione di quanto visto i testimoni non hanno dubbi poiché concludono la loro e-mail dicendo "abbiamo paura , siccome sappiamo di testimonianze di rapimenti da parte degli alieni". Purtroppo però il racconto potrebbe far pensare ad una burla, anche perché le verifiche esperite per controllare che i nominativi ed i numeri di cellulare fornitici dai testimoni corrispondano a persone reali, non hanno dato esito.
Etichettabile invece come USO (Unidentified Submarine Object) la "piattaforma" avvistata sul mare alle ore 08:35 del 13 gennaio 2002 da una giovane signora affacciata al balcone della propria casa, situata a circa 10 km. dalla costa nel centro abitato di Motta S. Anastasia (CT). Dopo circa un minuto, la "piattaforma" (intendendo con questo termine "una linea lunga ma di spessore trascurabile", in particolare se confrontato con quello di un'altra imbarcazione visibile) si innalzò in verticale sparendo fra le nubi in circa 10 secondi. Sul caso (2002CT001), si legga l’ipotesi esplicativa avanzata da Pietro TORRE pubblicata su questo stesso numero.


FALSI ALLARMI

Subito archiviato dalle autorità competenti come "falso allarme" a seguito di ricerche fortunatamente risultate infruttuose, ha poi ricevuto una spiegazione ufficiale da parte dell'Aeronautica Militare il caso 2002ME01N, relativo all’osservazione di un piccolo aereo visto la mattina del 29 agosto 2002, lasciare in cielo una scia di fumo e quindi inabissarsi nel tratto di mare tra Vulcano e Patti (ME).
In realtà si è trattato del sorvolo a bassa quota della zona da parte di un piccolo aereo militare, che ad un certo punto ha effettivamente emesso una nuvola di fumo dagli scarichi del motore, che non ne ha però pregiudicato il regolare rientro alla base.
Altrettanto rapidamente rientrava qualche giorno prima anche l’allarme scattato la notte del 13 agosto 2002 in seguito all’osservazione di strani fasci di luce nel cielo, segnalati nella zona tra CALTANISSETTA ed ENNA da alcuni civili ai centralini di Polizia, Carabinieri e Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza, nonché alla redazione della tv locale Tele Centro Sicula. Gli avvistamenti (2002CL001 e 2002EN) vennero successivamente ed ufficialmente spiegati dal capitano dei carabinieri Filippo Adamuccio, comandante del locale Reparto Operativo, con la concomitanza del passaggio in cielo di "due stelle cadenti l'una a poca distanza di tempo dall'altra, mentre sulla città, per puro caso, si trovavano a passare contemporaneamente due aerei militari".


BAMBAGIA SILICEA

Con la consueta periodicità stagionale, che vede tale fenomeno ripetersi in autunno e particolarmente nei mesi di ottobre e novembre, in due occasioni diverse persone hanno potuto assistere anche in Sicilia alla caduta della cosiddetta "bambagia silicea"(1), una sostanza filamentosa biancastra, appiccicaticcia e spesso raggrumata in piccoli batuffoli, che negli scorsi decenni molti ufologi ritennero da mettere in relazione al funzionamento dei motori dei "dischi volanti".
In Sicilia, una pioggia eclatante di tale sostanza, chiamata anche "capelli d’angelo", si ebbe su Gela (CL) il 14 novembre 1954 apparentemente in concomitanza con il passaggio ad alta quota di una ventina di oggetti a forma di disco e sigaro (caso 1954CL001).
L’anno scorso il fenomeno si è invece verificato una prima volta il 18 ottobre 2002 (caso 2002PA*01), allorché (e singolarmente nello stesso giorno di un’analoga manifestazione avvenuta ad Alessandria, in Piemonte) la signora Maria D. ha rilevato intorno alle 13.00 su Carini (PA) la singolare pioggia di tali filamenti, "simili a zucchero filato", protrattasi fino alle 14.30.
Nel secondo caso (2002PA*02), verificatosi il 20 ottobre 2002, è invece toccato a diverse altre persone, tra le quali alcune guardie forestali, segnalare sulla Sicilia Occidentale la caduta di strani filamenti, anche lunghissimi, che, provenienti da molto in alto ed in grandissima quantità, riempivano l'aria insieme ad alcuni corpi bianchi simili a "piccoli batuffoli". A detta di alcuni dei testimoni, durante il verificarsi del fenomeno, che si protrasse fino alle 13:30, l'aria appariva "elettrizzata" e tutti coloro che si trovavano all'aperto ebbero gli abiti ed i capelli ricoperti da questa sostanza filamentosa, visibile solo in controluce ed estremamente fastidiosa sulla pelle. Ed ancora, secondo una voce non confermata, in concomitanza col manifestarsi del fenomeno, sarebbe stato visto un globo luminoso attraversare il cielo.
Tuttavia, a dispetto di tali apparenti concomitanze che ai primordi della ricerca ufologica fecero pensare a non pochi entusiasti studiosi di essere finalmente in possesso di un’evidenza fisica della realtà dei dischi volanti, laddove nei casi più recenti è stato possibile raccogliere, conservare adeguatamente ed esaminare dei campioni, le analisi di laboratorio hanno evidenziato che nella maggioranza dei casi si tratta di una sorta di ragnatela rilasciata da una particolare specie di ragni migratori, detti "ragni aviatori", che, grazie alla propria leggerezza, possono essere trasportati in quota dai venti e dalle correnti d’aria (2).


UN FULMINE GLOBULARE?

Chiudiamo infine questa breve rassegna, necessariamente incompleta, con la segnalazione (2002CT003) di un probabile fulmine globulare apparso a CATANIA, intorno alla mezzanotte dell’8 agosto 2002, ad una signora affacciata al balcone. Per scansare l’oggetto, "una specie di pallina luminosa di colore blu che passava in mezzo ai fili per stendere i panni", la signora compì col corpo una serie di movimenti repentini che attirarono l’attenzione del figlio, sotto il cui sguardo l’UFO si trasformò in un "enorme globo luminoso di color violaceo" che, dopo qualche altro movimento, scomparve improvvisamente.
In effetti, la prima parte dell'avvistamento sembrerebbe attagliarsi perfettamente alla descrizione di un fulmine globulare. La seconda invece, così com'è riportata la notizia (come troppo spesso accade con sempre più frequenza diffusa su internet in modo generico e superficiale), presenta tali, tante e così evidenti lacune (mancano indicazioni precise che consentano di dare una dimensione al globo e di localizzarlo nello spazio per meglio comprendere gli spostamenti riferiti), da non permettere alcuna considerazione
1 Il termine "silicea" deriva dall’espressione "vetro boro-silicico" utilizzata dal prof. Rolando Canneri dell’Istituto di Chimica Analitica dell’Università di Firenze per indicare in via di ipotesi la struttura chimica dei campioni da lui esaminati della sostanza caduta su Firenze il 27 ottobre 1954.
2 Al riguardo si veda l’articolo "L’inafferrabile evidenza fisica" (su UFO n.23, dicembre 2000) di Massimiliano Grandi, responsabile del progetto italiano di catalogazione della casistica in questione.
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